COMUNE DI MASERADA SUL PIAVE
EMERGENZA IDRAULICA
PER INNALZAMENTO FALDE
per www.maserada.com Italo coglievina

- Una parte della Relazione dell Ingegnere Idraulico Giovanni Crozzolin, interpellato dal Comune di Maserada sul Piave
nel 2009, dove suggeriva che soluzioni adottare per risolvere il problema.
- Qui di seguito spiega come si comportano le falde nel Maseradese -

Il territorio di Maserada sul Piave appartiene a quella parte di pianura veneta denominata alta pianura veneta delimitata a nord dal piede delle prealpi, a sud dalla linea dei fontanili (risorgive) ad ovest dai monti Lessini ed Est dal fiume Monticano.
Questo territorio è caratterizzato da un sottosuolo con caratteristiche geologiche alquanto omogenee trattandosi di un materasso alluvionale prevalentemente ghiaioso dello spessore di alcune decine di metri, all’interno del quale è alloggiato l’acquifero indifferenziato che alimenta a sud della linea delle risorgive, il sistema multi falda in pressione della bassa pianura.
Tale territorio caratterizzato dalla presenza di n. 4 corsi d’acqua principale: il Leogra, l’ Astico, il Brenta ed il Piave, è stato oggetto di uno studio idrogeologico pubblicato nel 1980 i cui autori son R. Antonelli e A. Dal Prà dell’Università di Padova.
Questo studio illustra le profondità e le oscillazioni della superficie freatica, il regime della falda, il gradiente idraulico e la direzione del flusso, i fattori dell’alimentazione dell’acquifero.
In tal senso viene evidenziata la notevole importanza del processo di dispersione che si verifica lungo gli alvei fluviali nel fenomeno di alimentazione della falda.
Questo fattore risulta preponderante rispetto agli altri fattori di ricerca naturale della falda.
Da ciò deriva che il regime dei fiumi menzionati costituisce importante fattore di influenza sul livello delle falde e ciò risulta particolarmente evidente in prossimità all’asse di tali aste fluviali per l’effetto di dispersione che alimenta la falda modificandone localmente il livello e la direzione delle linee di deflusso.
Dei quattro fiumi menzionati quello ove l’effetto disperdente si manifesta in modo più evidente, è il fiume Piave.
Tale circostanza trova riscontro dalle misurazioni effettuate su un significativo numero di pozzi di controllo per un periodo di tempo che va dall’anno 1924 al 1973 con particolare riguardo a quelli ubicati a Lancenigo, Lovadina, Maserada, Varago.
Per il pozzo di Maserada la quota media osservata è stata di m 27,06 s.l.m. con valore massimo di m 29,04 s.l.m. misurata nel maggio 1934 ed una quota minima di m 24,47 s.l.m. rilevata nell’ottobre 1959; escursione massima di m 4,57.
Per il pozzo di Varago la quota media osservata di m 25,92 s.l.m. con un valore massimo di m 27,57 s.l.m. misurata nel dicembre 1959 ed una quota minima di m 22,58 s.l.m. rilevata nel giugno 1944; escursione massima m 4,99.
Come si vede i valori di massimo e di minimo livello rinvenibile nella tabella riportata nello studio menzionato hanno evidenziato escursioni della falda sorprendentemente elevate, dall’ordine di m 5,00
tra il livello di massima magra e di massima piena, evidenziandosi cosi la possibilità di un innalzamento dell’ordine di m 2,50 rispetto al livello medio di falda rinvenibile nella carta idrogeologica delle in freatiche in possesso del l’Amm.ne Comunale.

- Quello che ha scritto il Gazzettino edizione del martedi 21 dicembre 2010 -

Un fenomeno che non ha precedenti, almeno non registrati di recente. L'innalzamento della falde in tutto il territorio provinciale, con problemi maggiori nella zona sud della castellana e attorno a Treviso specialmente verso Maserada, è un avvenimento di certo non raro. Ma mai si era visto un innalzamento del genere. In alcuni punti il pelo dell'acqua è passato da circa dieci metri sotto il piano campagna a tre. E questo ha portato un primo ed evidentissimo risultato: piani interrati e garage di centinaia di case finiti ammollo. Quando il pericolo allagamento non arriva dall'alto, dalle piogge incessanti, arriva insomma dal basso. Dalle falde. E la situazione potrebbe non solo peggiorare, ma rimanere inalterata ancora per diversi mesi.
«Il livello delle falde è andato oltre i livelli storici e non solo nella Castellana o attorno a Maserada -spiega Celeste Granziera, geologo- ma è una situazione comune in varie zone della provincia. Un fenomeno molto semplice da spiegare: le copiose piogge degli ultimi giorni hanno provocato questo innalzamento. Una simile conseguenza non è poi così immediata, può avvenire anche qualche tempo dopo le precipitazioni». E infatti è avvenuto esattamente questo. Novembre è stato un mese particolarmente piovoso, così come la prima metà di dicembre. «I dati definitivi sulla quantità di acqua ancora non li ho visti -dice Granziera- ma in linea di massima si può dire che nei punti dove ha piovuto maggiormente sono caduti circa 600 millimetri di acqua, da altre parti la metà. Che comunque è sempre tanto». E tutta questa massa d'acqua, caduta in abbondanza e per un tempo piuttosto lungo, è poco a poco confluita nel sottosuolo fino a raggiungere le falde. Di qui l'innalzamento e i relativi problemi. «Non solo -continua il geologo- la falda di Maserada è storicamente alimentata dal Piave e l'innalzamento attuale può essere tranquillamente una conseguenza». Del resto proprio il Piave, a novembre, ha raggiunto livelli di piena visti poche volte. E ora le conseguenze si notano a livello di falda e le notano quelle famiglie con lo scantinato allagato. «Non che si possa fare molto per rimediare o per prevenire. Al massimo si può pensare di risolvere situazioni singole con pozzetti di scarico. Un fenomeno che poteva essere limitato con un'edificazione inferiore? Non direi che, stavolta, possa essere questo il problema. In altri casi sì, ma con l'innalzamento delle falde l'edificazione c'entra poco. Senza contare che le falde di Treviso possono benissimo accogliere anche la pioggia caduta più a monte, anche a Belluno».

- Quello che hanno detto i vari TG locali -



Questo è il servizio che RETEVENETA ha trasmesso
Sabato 11 Dicembre 2010 alle 19,30


www.maserada.com pubblica questo filmato ,
sperando in un aiuto concreto, a queste famiglie Maseradesi sfortunate.
Auguri di Buon Natale a tutti e coraggio!!!

- Quello che ha scritto la Tribuna edizione del martedi 14 dicembre 2010 -



- Quotidiano la Tribuna edizione della domenica 12 dicembre 2010 -

- Quotidiano il Gazzettino edizione della domenica 12 dicembre 2010 -


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