LA "GALAVERNA"
a Maserada sul Piave il 27 dicembre 2006
di Italo Coglievina per www.maserada.com

Ma come si forma? Perché si verifichi sono necessarie alcune condizioni. In primo luogo, la temperatura dev’essere sotto lo zero. In secondo luogo deve esserci almeno una bava di vento. In terzo luogo deve esserci una nube o della nebbia formata da una miriade di goccioline d’acqua allo stato sopraffuso.
Molto spesso, infatti, le nubi sono formate da minuscole goccioline d’acqua anche quando la temperatura si trova anche di molto al di sotto dello zero e questo succede perché l’acqua pura, a meno che non esistano delle sostanze cristalline che fungano da nuclei di cristallizzazione, tende a restare allo stato liquido fino a temperature dell’ordine dei – 40°C. Se, però, la gocciolina d’acqua urta contro un ostacolo, subito essa congela al di sopra di quest’ultimo. È questo il motivo, ad esempio, per cui sugli aerei che attraversano dei banchi di nubi in quota tendono a formarsi dei depositi di ghiaccio che, in alcuni casi, possono risultare assai pericolosi.
Detto questo, siamo in grado di capire il meccanismo per cui si forma la galaverna. Le minuscole goccioline d’acqua della nube o della nebbia, che restano allo stato sopraffuso nonostante la temperatura sia inferiore allo zero, vengono spinte dal vento ed urtano contro una serie di ostacoli come rami degli alberi, fili, erba e via dicendo. Immediatamente dopo l’urto, la goccia congela. Si forma così una sorta di crosta di ghiaccio che si allunga verso la direzione da cui proviene il vento. Tale crosta sarà tanto più spessa e tanto più allungata quanto più a lungo permarranno le tre condizioni di cui si è detto sopra e, in genere, sarà più spessa quanto più l’aria sarà carica di umidità. In genere, i cristalli di galaverna di allungano da 1 a 3 cm al giorno, per cui, se noi troviamo dei cristalli lunghi 6 cm, è chiaro che le condizioni di freddo con nebbia permarranno da almeno due giorni.
In generale, le zone in cui la galaverna si verifica più frequentemente sono le zone appenniniche ed alpine, in cui le nubi basse fungono da serbatoio di umidità, e la Pianura Padana, in cui molto spesso si possono trovare giornate nebbiose con temperatura inferiore allo zero.
Per farsi la galaverna "in casa", è necessaria solo un po’ d’acqua distillata dentro uno spruzzatore (bisogna regolarlo in modo che polverizzi molto finemente l’acqua). Se, in una mattina fredda, con temperatura inferiore allo zero, noi cominciamo a spruzzare l’acqua contro, ad esempio, i rami dell’albero di Natale appena rimesso sul terrazzo, in pochi minuti vedremo crescere (specialmente se c’è un po’ di vento) una crosta bianca di ghiaccio su ogni ago. Un modo alternativo per decorare il proprio terrazzo, no?

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