Menù del podista
Dalla piccola medaglietta ricordo in questi quasi trenta anni di podismo siamo rapidamente passati a premi sempre più consistenti. La "moda" del momento è quella del sacchetto alimentare che - con i suoi prodotti di marche sorpassate o sconosciute, salvo rare eccezioni - è in genere un nostalgico ricordo del tempo che fu o che non sarà.
Ecco che si rende allora necessario un breve e conciso "ricettario podistico" su come impiegarne al meglio il contenuto.
IL VINO
La bottiglia di vino è la croce di ogni podista: è sempre presente fra i premi di partecipazione. Né la qualità molto spesso appena passabile, né la saturazione del mercato che ne fa un premio ormai scontato, e nemmeno il pericolo del metanolo a suo tempo, sono mai riusciti a risparmiare da questa ricompensa il podista medio. Il vino bianco, per male che vada, può sempre essere usato nella preparazione di risotti, scaloppine, piatti a base di agnello, o di pesce, ed altri ancora, vista la sua versatilità nel campo gastronomico. A chi non riesce a bere quello rosso invece (e nei casi in cui colora perfino la bottiglia non possiamo dargli tutti i torti) si consiglia - dopo aver tentato di regalarlo al vicino di casa - di aggiungervi cannella e frutta (pesche, mele, pere, limone, pompelmo e chi più ne ha più ne metta): dopo averlo lasciato riposare per qualche giorno, ne verrà fuori una sangria (il delizioso vino "truccato" che preparano in Spagna), ottima nel periodo estivo con l'aggiunta di ghiaccio. Alcuni vini rossi possono invece essere usati per condire direttamente l'insalata.
LA PASTA
La pasta, a differenza del vino, è la croce della moglie del podista, che si trova invasa la credenza da pacchi e pacchi (da mezzo chilo generalmente, ma ad alcune corse l'hanno data in confezioni famiglia o grandi alberghi) che le condizionano invariabilmente il menu di tutti i giorni. Usarla per le collanine come ai tempi della scuola non risolve decisamente il problema. L'unica soluzione è presentarla in salse diverse, ricordandosi che non si condisce sempre e solo con la pomarola trovata nello stesso sacchetto alimentare vinto dal marito, ma che, come il riso, è suscettibile di variazioni sul tema. A parte che condita con sughi più o meno ricchi a seconda della stagione, la pasta può essere impiegata in ottime insalate fredde al posto del riso, oppure sempre fredda condita con ricotta, olive e basilico, o ancora alla pizzaiola con mozzarella, pomodoro ed origano. Il tipo di pasta che regolarmente scuoce infine si presta bene ad essere mangiato in frittata: provare per credere!
I POMODORI PELATI
Per l'uso dei pomodori pelati, che solitamente vengono in barattoli stile razione alleati della guerra mondiale, si lascia alla fantasia del proprio palato: sughi, intingoli o salse. Quando però si tratti di pelati a tocchi, allora non è una cattiva idea, mangiarli sul pane tostato, conditi con un pizzico di sale, un po' di pepe e una generosa "passata" di olio extravergine d'oliva buono, di quello vinto nelle corse di dicembre.
I SOTTACETI E SOTTOLI
Se veramente credete che sia il caso di dare un'altra possibilità ai vari pezzi di carciofo, sedano, rapa, carote, cipolle, funghi, peperoni sottolio o sottaceto, vinti alla corsa, che già a prima vista non promettono niente di buono, allora l'unico modo sono le insalate fredde di pasta o di riso, ideali nel periodo estivo. Un solo consiglio: dato che solitamente si tratta di pezzi di verdura di scarto, riciclati in olio di semi vari a viscosità più o meno elevata, prima di condirci la pasta o il riso, sarebbe bene procedere ad una selezione, togliendo il tutto dall'olio della confezione, eliminando i pezzi più brutti o chiaramente poco masticabili ed affettando il resto a pezzettini piccolissimi.
IL LATTE E LO YOGURT
Le confezioni di latte o di yogurt sono fra le poche cose genuinamente buone che ancora si trovano nel sacchetto alimentare consegnato all'arrivo. L'impiego del latte è universale, quello dello yogurt un po' meno ma può essere valido nella preparazione di salse esotiche (anche in abbinamento con i cetrioli) e di dolci.
LA BIRRA
La marca della birra che si trova nel sacchetto alimentare desta sempre delle perplessità: possibile che esista una birra con questo nome, tutto kappa e zeta? Possibile che i tedeschi parlino così difficile anche quando bevono? A guardar bene poi però, si scopre che è stata confezionata a Passopisciaro in provincia di Catania. Il che, per una birra che si rispetti, è quantomai sospetto. La calura estiva aiuta non poco quando si tratta di bersi una birra gelata anche di infima qualità. Se però siete sensibili alle escursioni termiche, la birra si presta, al pari del vino bianco, alla preparazione di alcuni piatti, citando - uno per tutti - il rinomato pollo alla birra.
L'OLIO DI SEMI VARI
Il pregio della lattina di olio, ricevuta come premio all'arrivo, sta nell'etichetta veramente coerente con il contenuto, indicato in "olio di semi vari". E che fossero vari non ce n'era alcun dubbio. Tutto sta a vedere se sono da usarsi in sostituzione di un pieno di gasolio oppure più semplicemente per friggere. Non consigliamo nessuna delle due soluzioni: né il motore né lo stomaco di un podista medio è stato finora appositamente tarato per il suo utilizzo. Ma se lo fate, non dimenticatevi di spalancare le finestre di cucina.
IL PANETTONE
Regalo gradito alle corse dei primi di dicembre, il panettone - così come la colomba sotto Pasqua - viene guardato con diffidenza da Santo Stefano in poi, quando già i supermercati ed i bar sono invasi da offerte speciali dodici-al-prezzo-di-uno ed è l'occasione giusta per tirar fuori dal magazzino anche quelli invenduti dell'anno precedente. Il panettone podistico è sempre ed invariabilmente del tipo classico, per quanto nei negozi imperversino quelli al gusto crema, allo champagne, al cioccolato, all'arancia. L'occasione è quindi ottima (e la scelta obbligata) per farcirlo in casa e renderlo così più appetitoso. Già solo riscaldandolo per un quarto d'ora in forno ne guadagna in "masticabilità", ma svuotandolo e mescolandone l'interno con un gelato alla panna se ne riesce a fare veramente (e con poca spesa) un dolce da giorno di festa.
LO SPUMANTE
Sempre sotto le festività ecco che nel sacchetto alimentare ricompare anche la famigerata bottiglia di spumante per grandi occasioni, nella fattispecie acqua di mele da duecento lire al litro gassificata. Non è detto però che vada bene solo per i bambini che non reggono gli alcolici, in quanto lo spumante (ma si, chiamiamolo così, dato che a ben guardare "spuma" davvero!) può facilmente costituire la base per freschi cocktails, a base di gin, succo di limone o di pompelmo. E, almeno così, si beve, ma attenzione a non agitare lo shaker... se no esplode!
I SUCCHI DI FRUTTA
I succhi di frutta solitamente non mentono e mantengono quello che la confezione promette. Se però berne qualche litro non va d'accordo con la superdieta "maratona-in-quattro-giorni" ecco che la cara vecchia macedonia di frutta ci viene in aiuto. Alla frutta di stagione, alle mele che sono sul tavolo sembra solo per fare da pendant al colore della tovaglia, uniamo i succhi di frutta e lasciamo riposare il tutto. Un po' di succo di limone e poi zucchero o panna a volontà... in barba alla dieta!


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