Il giorno dopo, le ultime faville.....ma il verdetto
è stato chiaro
Se 'e faive va a matina, ciol su 'l sak e va a farina. (Se le faville
si dirigono a mattina prendi il sacco e vai a cercare farina).
Quindi ci aspetta un'annata non tanto facile.....
Dall’andamento del fumo e delle faville si traevano gli auspici
per l’anno appena iniziato: se queste vanno verso sud o verso
ovest perché spinte dal vento umido portatore di piogge, il
raccolto sarà abbondante;
se fumo e faville del panevin vanno verso nord o verso est, il raccolto
sarà scarso.

5 Gennaio 2009 Maserada Bassa Via Matteotti
il "Panevin"
Costato diversi sacrifici (lavoro e turni di guardia notturni con
-12°, ecc....) per evitare un accensione prematura da parte di
qualche buontempone,
vista l'esperienza del 2008 (vedi servizio)

Panevin "Industriale"...... La tradizione innanzitutto
(foto scattata a Spresiano)
Le origini del panevin sono sicuramente antichissime;
nato come rito che coinvolge il fuoco e la terra, fu poi influenzato
dalla fede cristiana che ne ha voluto vedere il mezzo per illuminare
la via ai Re Maghi che si erano smarriti.
Originariamente il panevin celebrava col fuoco il solstizio d'inverno
che, secondo il Calendario Giuliano, cadeva il 25 dicembre; tale evento
coincise in seguito col giorno della nascita di Gesù ed infine
fu spostato di 12 giorni alla vigilia dell’epifania. Il panevin
è composto da un cumulo di rami secchi, sterpaglie, legna e
quant’altro un tempo era inutile e destinato ad essere bruciato;
è alto fino a 8 - 10 metri, con la base circolare con diametro
3 - 4 metri.
Spesso sulla sommità del panevin viene posto un fantoccio dalle
sembianze di una vecchia signora, chiamata "vecia", responsabile
di tutti i malanni e sfortune dell'anno appena passato. Un tempo la
realizzazione del panevin era a livello famigliare; oggi, invece,
il panevin è costruito da associazioni. In tutti i casi è
usanza ancora oggi, durante il falò, mangiare la pinza e bere
il vin brulé (ottenuto dal vino bollito, chiodi di garofano
e cannella).
In genere il falò, viene acceso la sera del 5 Gennaio, vigilia
dell’epifania.
Dall’andamento del fumo e delle faville si traevano gli auspici
per l’anno appena iniziato: se queste vanno verso sud o verso
ovest perché spinte dal vento umido portatore di piogge, il
raccolto sarà abbondante; se fumo e faville del panevin vanno
verso nord o verso est, il raccolto sarà scarso.