EMERGENZA SISMA ABRUZZO 2009
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E'
domenica 10 Maggio 2009, sveglia alle 2 del mattino...Questa volta,
dopo diverse false partenze, la Protezione Civile di Maserada sul
Piave parte veramente alla volta dell'Abruzzo e , precisamente nel
paese di Valle d'Ocre.
Alle 3 sono pronto:sbarbato, lavato e profumato...prendo la mia pesantissima
borsa e alle 3 e 15, puntuale come un orologio svizzero, arriva Bruno,
il mio compagno di viaggio e di lavoro, per questa missione.
I mezzi, una Land Rover con agganciato il carrello, sono carichissimi
di attrezzature.
Piccola manovra e si parte: Ciao Maserada … la tua Protezione
Civile si farà onore!
Giungiamo al posto di incontro a Treviso, nel piazzale dell'Hotel
Gran Consiglio, alle 4 e in contemporanea arrivano altri mezzi e colleghi
:così si forma la colonna diretta in Abruzzo, vicino a L'Aquila.
Una riunione veloce e si parte. Il traffico è quello del popolo
della notte, la radio di bordo sintonizzata sul canale 4 ci fa sentire
un unico mezzo comunicando tra di noi.
Il viaggio è lungo e le tappe si fanno desiderare... ma dobbiamo
arrivare presto, perchè lì altri trevigiani ci stanno
aspettando per il cambio dopo giorni di grandi lavori.
Dopo
2 soste in autostrada alle 12 arriviamo nel Campo Cavalletto a Valle
d'Ocre.
Si sta celebrando la Santa Messa sotto il tendone principale, che
fa anche da mensa. Attorno a noi tante tende, montagne innevate e
tante persone.
Siamo un po' spaesati, ma ecco il passaggio di consegne, che ci fa
capire cosa ci aspetta.
Ore 14, si pranza con i 300 abitanti del posto e capiamo la paura
del terremoto guardando i loro occhi. Il paese è quasi intatto
ma tutti preferiscono non avere un tetto sopra la testa ma una tenda
azzurra del Ministero dell'Interno del Soccorso Pubblico.
Il pomeriggio trascorre sistemandoci la tenda che ci accoglierà
per 7 notti.
Siamo in 12 e quando il sole tramonta la tenda incomincia ad essere
un frigorifero: meno male che nella borsa mi sono portato abbigliamento
pesante e un sacco a pelo militare con trapunta, il che mi tranquillizza!
Ore19, inizia la cena e mi offro alla distribuzione dei pasti: prima
cena la popolazione del posto e poi noi volontari, il mangiare è
buono e abbondante.
Finalmente alle 22 si va a dormire.
Primo
giorno, sveglia alle 6, ci si prepara, colazione e alle 8 riunione
per decidere i lavori della giornata .
Io vengo mandato nella casa di riposo a sistemare l'impianto elettrico
della piccola tendopoli. Sistemato il tutto, vengo chiamato per un
altro intervento: smontaggio e rimontaggio di una tenda a Valle d'Ocre,
causa cattivo odore interno dovuto al ristagno dell'acqua e alla decomposizione
dell'erba sottostante. Ripristinata la base della tenda con sabbia
e rimontata: tutto ok con grandi ringraziamenti da parte dell'occupante.
Ma ancora servono delle prolunghe elettriche e ,allora, ecco Bruno
al lavoro.
Io ormai ho vinto l'appalto della mensa e ogni giorno alle 12 e alle
19 sono impegnato nella distribuzione pasti.
Certo che alla sera tutto diventa più suggestivo, sembra quasi
di essere in un bel campeggio, ma la realtà è un'altra,
quando si sentono i cani abbaiare e ululare...eccolo... arriva il
terremoto: piccole scosse che subito ci fanno guardare le case che
abbiamo di fronte...tutto bene e si riprende.
Secondo
giorno, mi offro volontario per la pulizia dei vari servizi igienici
disseminati nel Campo Cavalletto.
Armato di idropulitrice si parte, l'impegno è tale che arrivano
le 12 in un battibaleno.
Nel pomeriggio mi chiama Bruno per un lavoro mega, ovvero interrare
e collegare alle cucine un bombolone di gas da 1000 litri.
Grande lavoro con scavatore che al termine mi porta a montare uno
gardrail: lavori che io non mi sarei mai sognato di fare, ma che si
concludono ottimamente!
La giornata si conclude con il solito servizio mensa.
Terzo
giorno, nel campo arrivano dei containers enormi: verranno utilizzati
come magazzini scorta viveri.
Sono ora da riempire, però il materiale si trova in altri depositi
lontani dal campo. Vengono formate delle squadre e tutta l'intera
giornata è dedicata al recupero e al trasporto delle scorte
che vengono stivate nei containers del campo. Arrivata la sera l'opera
è compiuta e i containers straripano... si fa quasi fatica
a chiudere le porte!
Quarto
giorno, essendoci nel campo una lavanderia, io e Bruno veniamo impiegati
nell'installazione di una lavatrice .
Io mi impegno ad effettuare lo scavo per il passaggio dei tubi per
lo scarico dell'acqua e Bruno per i collegamenti idraulici. Io in
poco tempo concludo ma Bruno si ferma perchè manca il materiale.
Io mi sgancio da Bruno e mi dedico all'installazione degli estintori
con creazione di casetta e supporto. Mentre lavoriamo ci ronza attorno
un elicottero SH3D, lo stesso modello che per 20 anni ho riparato
come specialista elicotterista della Marina Militare, sicuramente
per le riprese aeree di qualche speciale televisivo.
Dopo qualche ora il lavoro è concluso e a pranzo grande sorpresa:
gnocchi per tutti fatti non in casa ma sotto il tendone, con la partecipazione
delle donne del paese.
Nel pomeriggio si concludono i grandi lavori della mattinata.
Arriva l'ora di cena e alle 20 e 30, stanchi ma con gli animi sereni,
si mangia, si parla e ogni tanto il trillo di qualche cellulare blocca
i racconti...sono i nostri cari che ci cercano per avere nostre notizie.
Un altro giorno è passato.
Quinto
giorno, sveglia alle 6, un raggio di sole entra dalla tenda, anche
oggi sarà una bella giornata!
Ci si lava, colazione e alle 8 la classica riunione sul piazzale con
il coordinatore :“l'uomo con la pipa”.
Gli ordini sono : concludere i lavori rimasti in sospeso( bombolone
e lavatrici), costruire delle scaffalature per i containers, rassettare
il campo e tagliare l'erba perchè domani ci verranno a far
visita le autorità da Treviso e i fondatori del Campo Cavalletto
e non dobbiamo fare brutta figura!
Io parto per la pulizia del campo e tra una tenda e l'altra si chiacchiera
con la gente del posto: il tema principale è il Terremoto,
le scosse, la casa, la paura e le speranze di un ritorno veloce alla
normalità. La mattina scorre con un sole cocente e io e Bruno,
finalmente recuperati i raccordi idraulici in un paese vicino, riusciamo
a mettere in funzione la terza lavatrice. Per i materiale vedo che
c'è una certa difficoltà nel recuperarli ,soprattutto
le minuterie.
Arriva mezzogiorno, grandiosa grigliata e siesta pomeridiana...ma
non per tutti.
Io e Bruno terminato il pranzo abbiamo una missione da compiere: collegare
il mega bombolone con 1000 litri di gas alle cucine. I tubi sono posizionati
ma i raccordi mancano e ,come dice un proverbio,” Chi fa da
se fa per tre”. Bruno, stanco dell'attesa, parte alla ricerca
dei pezzi a L' Aquila. Passa qualche ora, Bruno ritorna sì
con i raccordi ma con la faccia seria...ha visto realmente i disastri
del terremoto lungo il tragitto.
Ci mettiamo al lavoro e completiamo quasi l'opera...manca solo il
collegamento alla cucina che non può essere fatto perché
ormai è ora di cena, quindi il tutto è rinviato al mattino
successivo.
Nella serata dopo la cena, grande festa, semplice ma vera, perché
,certe volte, basta una chitarra, una fisarmonica, delle vecchie canzoni
nostalgiche e ,dopo aver spostato i tavoli, eccola la prima coppia
che balla un giro di valzer.
Si fa mezzanotte e via tutti a nanna.
Sesto
giorno sveglia ore 6 e 30, esco dalla tenda e noto sul piazzale i
mezzi e gli uomini della Protezione Civile di Crespano del Grappa.
Hanno viaggiato tutta la notte per venirci a trovare, loro che hanno
fondato questo campo.
Oggi le nostre cuoche si riposeranno, perché saranno loro a
preparare il pranzo. Vedo scaricare delle teglie enormi di pasta al
forno e sento dei profumini...ma è ancora presto!
Alle 9 finalmente io e Bruno allacciamo il gas alla cucina e controlliamo
con del sapone liquido se ci sono delle perdite...tutto bene, un'altra
miglioria nel Campo Cavalletto. Mentre noi lavoriamo il gruppo delle
cuoche con un pulmino si reca a L'Aquila a visitare la città:
al ritorno ci raccontano dei disastri del terremoto.
Sono le 12 e 30 : pasta al forno e salsicce alla brace. Nel pomeriggio
anche io vado a L'Aquila, una città spettrale dal silenzio
irreale, solo qualche cane randagio per le vie cariche di macerie
e distruzione. Mi sentivo un po' fuori luogo però solo così
capisci la paura della gente e il perché del nostro intervento.
Al rientro, colpo di scena: Bruno non trova più le chiavi del
Land Rover! Si decide di ritornare in città, ma lungo la strada
in una delle sue cento tasche della divisa sentiamo un tintinnio sospetto.
Sono loro, le chiavi, per fortuna, si rientra ma facciamo una sosta
ad un bar per festeggiare lo scampato pericolo. Dopo aver bevuto la
barista ci elogia e ci offre la consumazione.
Si rientra a cena e dopo tutti a cantare.
Settima
giornata, festa della mamma e preparativi per il gran rientro. Si
caricano i mezzi, si riforniscono e siamo quasi pronti.
Ore 11 arriva la nuova squadra: solito passaggio di consegne, si pranza
tutti assieme, si rassetta la cucina e alle 15 si parte
560 km sono tanti ma Bruno guida tranquillamente, qualche sorpasso
mozzafiato, visto il mezzo con tanto di carrello, e dopo due pause
eccoci arrivare a Maserada sul Piave alle 22 e 30.
Ad attenderci gli amici della Protezione Civile ,rimasti a casa, con
piccola festicciola e tanti complimenti!
Racconto di due “Angeli Gialli” maseradesi in Terra d'Abruzzo

Italo Coglievina