CI SONO SPEAKER E SPEAKER
di Italo Coglievina per www.maserada.com

Vari sono i modi di parlare alla radio. Sostanzialmente credo comunque siano 3 gli stili professionali che si possono seguire:
lo stile pacato serale o notturno, lo stile istituzionale del conduttore che annuncia dischi e intrattiene con le tipiche curiosità quotidiane; poi esistono gli actor-speaker, quelli che parlano e recitano, quelli che raccontano storie loro.
Il mio preferito è proprio quest'ultimo. Ed ecco quindi il meglio dell'actor-speaker radiofonico che vi scrive.

Il mio primo "vagito" radiofonico lo "emisi" nel 1978 in una trasmissione dove ero ospite come vincitore del programma a premi.
Ecco quindi LA MIA VOCE PER LA PRIMA VOLTA ALLA RADIO!!!

"ITALO COGLIEVINA - voce della passione" vuole trasmettere a tutti quell'emozione che proviamo noi che facciamo la radio con l'anima, quella che ci prende quando siamo davanti al microfono con il rosso della diretta acceso. In quel momento ogni eventuale parola, anche un solo respiro.. è in onda! Possiamo segnalare, confortare, comunicare a distanza concetti, sentimenti, informazioni. Quel rosso che si illumina è una finestra aperta su di noi e su di voi. Un punto di riferimento.
Come un faro.

Quando iniziai a fare radio avevo 20 anni ed ero veramente perso per le telecomunicazioni.
Ero pazzo! E costruii la mia radio privata PIRATA!!


Quando montai Radio Fantasy, una radio a bacino ristrettissimo a Misterbianco (CT),
i miei amici pensavano:"tempo 2 giorni e si stancherà".

Ma Radio Fantasy durò più di un anno!!
Un anno di cavo coassiale RG213 sul pavimento che ostacolava la chiusura della finestra; ecco dove si incazzava mia moglie: la finestra doveva restare chiusa, d'inverno faceva freddo e gli spifferi passavano.
Un anno senza l'hi-fi perchè lo usavo io 24 ore su 24 per la diretta (di notte andavano le cassette in autoreverse)!
Un anno di balcone limitato perchè l'antenna dipolo occupa spazio!
Un anno di prove continue con la radio a palla (il suono doveva risultarmi essere sempre perfetto!).
Insomma mia moglie è stata fin troppo paziente.

Radio Fantasy era costruita con un eccitatore FM da 20 Watt autocostruito che operava con un PLL digitale. Io lo tarai sugli 104,500 mhz, un po’ alta come frequenza, ma ciò mi permetteva di farmi sentire, essendo la parte delle FM più libera.
In serie all'eccitatore, c'era un oscillatore a 19 Khz per accendere la scritta stereo nei ricevitori , e trasmettere quindi in finta stereofonia, !!

Mi sentivano, mi sentivano!

I programmi che la caratterizzavano erano ovviamente limitati, andavo a lavorare e quando tornavo a casa spesso costringevo mio moglie a cantare una di quelle sue canzoncine stonate davanti al microfono del CB collegato allo stereo, poi mi mettevo subito a simulare lo spazio richieste :"..chiama ora lo 095.... e richiedi il tuo disco, vincerai una pizza margherita!!".

Forse vi chiederete come potevo essere così pazzo da dare anche il numero di telefono in onda, ma se ci pensate bene, forse era meglio che io mi rendessi rintracciabile in caso di disturbi, piuttosto che tornare a casa un giorno e trovare mia moglie alle prese con i funzionari Escoposte!!
Insomma voi non ci crederete, ma quella radio che faceva mezzo chilometro di copertura aveva un pubblico!...che mi chiamava per la pizza!!
Quando la vicina di casa scoprì che i disturbi alla TV dipendevano da quella mia antenna fuori al balcone decisi di spegnere tutto..
Anche perchè Radio Fantasy dopo un anno divenne così famosa nel paese che..stavo iniziando a rischiare davvero.

Quando iniziai a fare radio, il mio sogno divenne quello di lavorare per una radio molto più professionale, una radio commerciale, una radio che mi avrebbe fatto sentire bene.

Ascoltavo le radio affermate e sognavo di poterci lavorare anche io, sognavo di prendere l'intro di un bellissimo disco, di intervenire sul segnale orario...
Il mio sogno era anche quello di avere qualcuno, un consigliere, un amico affermato nel settore, che potesse darmi consigli su come migliorare la mia dialettica al microfono, che potesse accorgersi della mia voglia di fare radio con la "R" maiuscola e che potesse anche, magari, aiutarmi ad entrare in questo settore che adoravo alla disperazione, un amico che mi svelasse i retroscena dei network, una persona a cui chiedere tutto sulla radio dei professionisti,..

Quello che voglio dire è che so quanto uno speaker esordiente possa adorare questo settore e sognare di farlo in maniera più professionale, so che tra tutti quelli che nascono e iniziano a fare radio ce ne sono molti che lo fanno solo perchè vogliono essere qualcuno, solo perchè vogliono apparire belli con gli amici, vogliono essere al centro dell'attenzione e basta; ma so anche che c'è qualcuno tra loro che in realtà non vuole nulla di tutto ciò, qualcuno che semplicemente gode ascoltando il solo fruscio delle FM, che si sente parte dell'etere quando si accende il rosso, che adora entrare sui dischi con logica e professionalità, che studia l'intervento in maniera tecnica e artistica, qualcuno che la sera si addormenta pensando al suo programma e che quando parla con qualcuno e c'è per caso un disco di sottofondo prende l'intro anche se non è alla radio.
A loro dedico la mia carriera; e con questo sito, mi dedico ora a loro:

Mi hanno scritto in tanti per chiedermi come può fare una persona ad iniziare a fare lo speaker.
In questa pagina vi rispondo come se anche voi mi aveste già posto la stessa domanda.

Intanto chiariamo cosa vuol dire fare lo speaker.
Se guardiamo i profili di chi operava nelle radio private agli esordi, troviamo principalmente “deejay” che lavoravano nelle discoteche e come intrattenitori, i tecnici o gli appassionati di radiocomunicazioni che costruivano gli impianti e, in qualche caso, i giornalisti della carta stampata che curavano i "giornali radio", dedicando quindi all’informazione un programma specifico e lasciando il resto del palinsesto all’intrattenimento.
Oggi la figura del disc jockey "puro" è presente solo in quelle stazioni o in quei programmi incentrati esclusivamente sulla musica (dance in particolare) o sull’intrattenimento leggero, mentre in molti casi c’è stata una sovrapposizione con la figura del giornalista o la conduzione è stata affidata ad artisti o esperti provenienti da altri campi.

Nella maggiore parte dei casi, davanti al microfono non si trova più un "deejay", ma un "conduttore".
Il deejay aveva accesso diretto ai dischi e li selezionava e suonava quasi sempre al momento, in base alla propria sensibilità artistica e all’umore del programma. Il successo di una stazione era collegato a queste capacità. Il deejay disponeva di pochi strumenti: piatti, mixer, microfono, telefono e spesso li gestiva tutti in prima persona.
Il conduttore oggi non lavora più solo dal vivo e in tempo reale, ma dedica buona parte dell’impegno alla preparazione degli interventi, insieme ai collaboratori (che, a seconda della dimensione della stazione e del tipo di programma, possono essere redattori, produttore, fonico ecc..).

Alcuni strumenti a disposizione del conduttore sono: scaletta (contiene non solo i passi musicali, ma anche annotazioni sulla posizione, il tipo e la durata degli interventi), testi e spunti (preparati ad esempio dai redattori o in gruppi di lavoro o da fornitori esterni), terminali di telecomunicazione verso l’esterno (lettura di SMS, e-mail, ricerca di contenuti in Rete ecc.) e verso l’interno della stazione (tramite la rete dati/fonia interna).
Il conduttore, dunque, oltre alle ovvie qualità nell’uso della voce e nella predisposizione al rapporto con il pubblico, deve essere soprattutto in grado di gestire le durate degli interventi, di muoversi in tempo reale tra i contenuti del programma e di coordinarsi con i collaboratori.

Il conduttore deve sapere interpretare appieno il formato dell’emittente o del programma tematico, seguire le indicazioni del produttore, e liberare la propria creatività e capacità d’improvvisazione senza perdere di vista questi capisaldi.

Ora che abbiamo chiarito cosa vuol dire fare lo speaker (conduttore radiofonico), ..siete sicuri di volerlo diventare davvero?
Ponetevi la domanda voi stessi perchè se non lo volete davvero, non lo diventerete MAI !
Volere è potere. Volerlo vuol dire essere disposti a dare priorità, dovete essere disposti a sacrifici, impegno e soprattutto necessitate di tantissima UMILTA'!
Non montatevi la testa, perchè se così sarà, ne sarete già fuori.

Non voglio parlare per quelli che hanno intenzione di diventare speaker a tempo perso, voglio parlare per quelli che vogliono farlo di mestiere, quindi voi mettetevi in testa che più vi presterete a ricevere calci nel culo, più avrete la possibilità di arrivare dove volete e magari, di superare anche tutti!
Per iniziare a fare radio, dovete proporvi alle radio "comunitarie" (parrocchiali), radio senza scopo di lucro, piccole, di quartiere...

Non sognatevi di proporvi in radio che vi fanno eccitare quando le ascoltate perchè non vi cagheranno mai! La gavetta esiste anche in questo settore.
Quindi procuratevi il numero di telefono di questo tipo di radio, se avete la radio nel cuore dovreste conoscere a memoria tutta la banda FM e quindi dovreste già avere in mente la radio da chiamare. Sognatevi di guadagnarci dei soldi, non chiedeteli perchè vi sbatteranno la porta in faccia. E vi starà bene!!
I soldi li vedrete solo quando lavorerete per radio affermate, per i network... (..e che soldi !!!)

Quando vi presentate siate sinceri: "Salve, mi piacerebbe fare radio, non l'ho mai fatto, ma penso di esserne capace."
Quando avrete uno programma in una di queste radio, imparate a parlare ascoltando i network, registratevi e valutatevi ogni giorno. Dovete farvi sempre schifo!! Se un giorno vi piacerete vorrà dire che davvero fate schifo!!
Quando arriverete ad un livello in cui sentite l'esigenza di volere di più (capirete cosa intendo quando ci arriverete), quello sarà il campanello d'allarme che vi indicherà la vostra crescita.

Proponetevi ora a tutte le radio che volete e...in bocca al lupo!
Ma soprattutto...complimenti.

ITALO

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