MASERADA SUL PIAVE

( TREVISO - ITALY )

VILLA PAPADOPOLI ora ROSSI ( sec XV )

Villa Papadopoli sorse verso il 1300 e inizialmente dovette essere un complesso conventuale - ospitaliero
francescano, forse, prima ancora, benedettino.
Nel 1400 divenne Villa Papadopoli prendendo il nome dal nobile veneziano che l'acquistò per trasformarla in
dimora in cui abitare (era un ammiraglio idraulico che controllava l'andamento del Piave che allora era vorticoso).
In questo periodo egli provvide alla costruzione di fabbricati, stalle, scuderie.
Nel 1500, durante la guerra di Combai contro Venezia, la villa fu saccheggiata.
In questo stesso secolo fu affrescata dai pittori della scuola di Paolo Veronese.
Nel 1600 la villa passò a monsignor Francesco Sugana - Collalto, vicario francescano che vi fece costruire la cappella
dedicata a S.Francesco (1690).
Nel 1700 fu ceduta al nobile trevigiano Nicoló Gigameide. Il 15 gennaio 1801 subì ancora un saccheggio da parte
dei soldati di Napoleone, di passaggio per Maserada.
Nel 1801 la villa passò ai Conti Moretti che la vendettero ad un ebreo di nome Laudario Eludibeconeo.
Fu venduta poi nel 1850 al Conte Matteo Persico.
Nel 1934 fu acquistata dalla famiglia Rossi, attuale proprietaria.

 

Il tempietto di S.Francesco seguì le sorti della villa.
Durante la prima guerra mondiale la cappella fu distrutta, si salvò solo la facciata. Fu poi ricostruita.
La pala dell'altare è del pittore Gino Borsato di Treviso. La villa durante il Risorgimento fu sede del comando austriaco.
Durante la 1^ guerra mondiale ( 1915/18 ), combattuta anche sul Piave in località Salettuol, fu sede del comando italiano
e venne inoltre bombardata, subendo non gravi lesioni (tuttavia l'oratorio fu distrutto, salvandosi solo la facciata del 1600). Durante l'ultimo periodo della 2^ guerra mondiale ( 1940/44 ), fu ancora sede di un distaccamento del comando tedesco
che ne continuò l'opera devastatrice.
Il complesso della villa, all'interno e fino ai sottotetti è tutta affrescata ed altri dipinti affiorano dai numerosi strati di calce ed intonaco che ricoprirono, nel corso dei secoli, per motivi igienici (pestilenze e presidi militari) le pareti di ogni ambiente.
Il lavoro di recupero e di restauro è assai lungo.
Gli affreschi sono una mescolanza di rappresentazioni riproducenti storie bibliche, epiche, allegorie, paesaggi, rovine.:
sono temi tipici del tempo del pittore Paolo Caliari detto il Veronese (Verona 1528 - Venezia 1588) e della sua scuola,
che allora operava a Maser e località vicine. Sul capitello di una colonna, dipinta sul soffitto a volta del salone
dell'ultimo piano, appare una sigla, non ancora decifrata, che probabilmente appartiene all'ignoto autore.

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