
LA STORIA del Tenente SPARTACO
LANTINI
di
MARINO COGLIEVINA
Durante la notte, fra il 14
e il 15 giugno 1918, gli Austriaci ammassarono le loro forze d'attacco
sulle rive del Piave di Cimadolmo,
in attesa di passare il fiume dalle Grave di Papadopoli a Salettuol
di Maserada, per aprirsi la via verso Treviso e Venezia.
Verso le 5 del mattino le posizioni degli Italiani vennero fatte segno
di un copiosissimo tiro di proiettili fumogeni che provocarono una
nebbia fittissima. Verso le ore 6 scattarono le fanterie Austro-Ungariche
sotto il tiro delle mitragliere Italiane, prontamente intervenute,
per bloccare l'avanzata nemica del letto del Piave sull'argine fortificato
intorno alla chiesetta di S.Rocco nella frazione di Salettuol.
Verso le 10 il nemico metteva piede sullo stradone di Maserada incontrando
la fine della resistenza degli Artiglieri del 38" e del 44' Rgt.
Art.
Il Gruppo del Colonnello Lehar, penetrato per 500-600 metri, veniva
fermato dai Fanti della "Veneto" , tra i cespugli spinosi
ed il reticolato nella zona del "parabae ", attraversata
da trincee e camminamenti protetti da mitragliere e bombarde.
Alle ore 12 furiosi combattimenti e confuse azioni a cavallo nello
stradone sassoso vedevano un giovanissimo ufficiale del 44' Art. il
diciannovenne tenente SPARTACO LANTINI, quasi sopraffatto nell'osservatorio
sulla linea dei Fanti, attaccare e cadere sotto il fuoco
rabbioso del nemico. Benche' ferito si slanciava ripetutamente fuori
dalla trincea per cadere crivellato di ferite con il nome d'Italia
sulle labbra.
Alle 14 i Genieri e i Fanti passarono al contrattacco respingendo
il nemico sul greto del Piave "Non passa lo straniero !
"dissero
gli Artiglieri.
Alla sera, verso le 20, la brigata "Caserta "ristabiliva
il fronte sull'argine pietroso di Salettuol, mentre il nemico si nascondeva
sul ghiaione del Piave, invalicabile, tentando la riscossa ormai impossibile.
Da quella sera il Piave divenne " Sacro alla Patria ". -