- Villa Papadopoli in origine sorse come un complesso conventuale-ospitaliero
francescano (verso il 1300 - prima pestilenza).
Nel 1400 divenne proprietà del nobile veneziano Papadopoli che la trasformò
in casa di villeggiatura, con fabbricati per fattore, massaro e lavoranti, stalle,
scuderie e costruzioni agricole.
- Nel 1500 la Villa ed il paese furono saccheggiati dai soldati della Lega di
Cambrai (i Lanzichenecchi) durante la guerra contro Venezia (seconda pestilenza).
- Nel 16oo il complesso appartenne al canonico della città di Treviso, Monsignor
Ferdinando Sugana – Collalto, Vicario generale francescano, che fece costruire
l'oratorio pubblico sulla Precedente cappella del convento, dedicato a San Francesco
(terza pestilenza).
- Nel 1700 fu del nobile Nicolò Gigameide di Treviso¬.
- All'inizio del 18oo e precisamente il 15 Gennaio 1801, più di 5ooo soldati
francesi, al seguito di Napoleone Bonaparte (II° Campagna d'Italia contro gli
austriaci) entrarono in Maserada e la saccheggiarono per tre giorni.
- La Villa, ulteriormente devastata, fu sede del comando francese durante la
battaglia sul guado del fiume Piave (Grave di Papadopoli) in località Salettuol
di Maserada. ¬In questo periodo la Villa apparteneva al Conte Marco Moretti
fu Antonio (1800).
- Verso il 1840 fu venduta, con le annesse possessioni, al gentiluomo ebreo
Laudadio Eludi Beceaco.
- Durante il Risorgimento fu sede del comando austriaco.
- Nel 1850 la figlia del proprietario la vendette al Conte Matteo Persico.
- Durante la I° Guerra Mondiale, combattuta anche sul Piave in località Satettuol
di Maserada, fu sede del comando italiano e venne inoltre bombardata, subendo
non gravi lesioni; tuttavia l’oratorio fu distrutto, salvandosi sola la facciata
che risale al 1600.
- Durante l’ultimo periodo della II° Guerra Mondiale, fu ancora sede di un distaccamento
del comando tedesco che ne continuò l'opera devastatrice.
- Nel 1934, fu acquistata dalla famiglia del Dott. Rossi, attuali proprietari.
Il complesso della Villa, all'interno e fino ai sottotetti, é tutto affrescato
ed altri dipinti affiorano dai numerosi strati di calce ed intonaco che ricoprirono
nel corso dei secoli, per motivi igienici (pestilenze e presidi militari) le
pareti di ogni ambiente. Il lavoro di recupero e restauro è assai lungo.
Gli affreschi sono una miscellanea di rappresentazioni riproducenti storie bibliche
ed epiche, allegorie, paesaggi e rovine: sono temi tipici del tempo del pittore
PAOLO CALIARI detto " il Veronese " (Verona 1528 - Venezia 1588) e
della sua scuola che allora operava a Maser e località vicine.
Sul capitello di una colonna dipinta sul soffitto a volta del salone dell’ultimo
piano appare una sigla non ancora decifrata e che probabilmente appartiene all'ignoto
autore. Nel sistemare alcuni piccoli locali, inaspettatamente si sono riportati
alla luce nuovi affreschi ed altri si spera poter ritrovare quanto prima.
Villa Papadopoli (ora Rossi)
AFFRESCHI
La villa Rossi, in precedenza Papadopoli-Persico (ed altri), si trova
a Maserada Bassa. Il corpo della villa, ha una lunghezza di circa 150 metri,
è a tre piani, con ali di due piani. I tre piani del corpo centrale sono tutti
costituiti da un salone centrale con stanze ai lati. I saloni del piano terra
e del secondo piano sono affrescati, in un caso con scene storico-mitologiche
e nell'altro con scene bibliche (di scuola veronese). La facciata oggi anteriore
risale al 1700, con una serliana centrale al primo piano e tre grandi finestre
al secondo, sotto il timpano. La porta d'ingresso presenta su ciascun lato una
colonna ed una semicolonna a sostegno del poggiolo. La facciata posteriore,
più antica (fine 1400 inizio 1500) è simile all'anteriore ma di fattura più
rozza. Al primo piano c'è una meridiana. Lateralmente sono presenti una barchessa
(portico a sei archi con affreschi sulla parete di fondo), l’oratorio ed altri
edifici di servizio. Restano alcune tracce, nella forma di una linea retta ben
evidente nella coltivazione a vigneto e frutteto, di quello che doveva essere
il viale d’ingresso e che doveva arrivare sino alla Postumia.
Nel salone di una delle ali laterali un affresco raffigura la villa com’era
ed in prospettiva si vede la chiesa di San Giorgio Cavaliere, di Maserada, col
campanile ancora a torre.
Tratto da: Le ville di Maserada sul Piave - tesi di Lucia Orsola Tundo (Università
degli Studi di Venezia)
♦ Papadopoli
◘ Famiglia originaria di Candia, appartenente alla nobiltà dell'impero d'oriente
bizantino trasferitasi a Corfù, nel l500 si trasferì ottenendo la cittadinanza
veneziana. Famoso fu Nicolas, nato a Candia nel 1655, che studiò a Roma, si
convertì a1 cattolicesimo diventando gesuita; fu professore di diritto canonico
a Padova dal 1688 al 1726. Gli affreschi interni, hanno sempre una chiave moralistica,
presentano figure allegoriche, episodi e personaggi mitologici o storici. Benedetto
Caliari, fratello di Paolo Caliari (detto il VERONESE) e suo figlio Carletto,
danno agli episodi rappresentati l'aspetto di quadri entro cornici architettoniche,
molto decorative (talora entro medaglioni ovali al centro delle pareti).
Fai clic su un'immagine per visualizzarla in dimensioni maggiori.
♦ Salone D’ingresso
◘ La Fedeltà:
Riquadro
◘ Con Candaule, re di Lidia che mette alla prova la fedeltà della moglie, facendola
insidiare dalla fedele guardia Gige, ma la moglie lo scaccia.
Riquadro
◘ Con Candaule e la fedele moglie.
Riquadro
◘ Con Lucrezia, moglie di Collatino; violentata dal figlio di Tarquinio il Superbo,
si uccide di fronte al marito.
Riquadro
◘ Con la morte di Cleopatra: Ottaviano Augusto invase l'Egitto dove governavano
Antonio e Cleopatra; Antonio sconfitto ad Alessandria si uccise. Alla notizia,
Cleopatra si uccise con le sue ancelle per il morso di un aspide. Cleopatra
è distesa su un letto d'oro, ornata come una regina. La sua ancella Ira è morente
e ai piedi mentre l'altra, Carmione, ormai barcollante aggiusta il diadema sul
capo di Cleopatra (spesso in tale raffigurazione è presente un cesto di fichi
in cui è nascosto l'aspide, come si riscontra in questo riquadro).
♦ Salottino di Cleopatra
Sovrapporte
◘ Cesare, impegnato in Gallia cisalpina durante il primo triunvirato (Cesare
- Pompeo - Crasso) dovette ritornare a Roma per combattere Pompeo (passaggio
del Rubicone) che si era impadronito del governo. Lo vinse a Farsalo e lo seguì
in Egitto dove Cleopatra, su suggerimento del fratello Tolomeo con cui divideva
il regno d’Egitto, fa portare su di un piatto la testa di Pompeo a Cesare. Riquadri
◘ Cleopatra fugge da Alessandria per l’ostilità del popolo avendo accettato
l’occupazione di Cesare senza combattere. Accampamento di Cleopatra. Cleopatra
riceve nuovamente da Cesare il governo dell’Egitto insieme con un altro fratello
Tolomeo. Cleopatra riesce a far innamorare Cesare ed ebbe un figlio, Cesarione.
♦ Salone principale
Sovrapporte
◘ Raffigurazione dei 5 sensi – donna sdraiata con vaso di profumo o mazzo di
fiori = olfatto; donna con cesto di frutta e scimmia = gusto/golosità; donna
con liuto e cervo = udito; donna con colomba o ermellino o riccio = tatto/ morbidezza
e ruvidezza.
Riquadri
◘ 6 figure delle Arti Maggiori. Filosofia, con scettro e corona. Retorica con
cartiglio arrotolato. Dialettica o Logica, con doppio volto perché con ragionamenti
paradossali può far apparire il contrario della verità. Sapienza, con l'elmo,
la spada e le chiavi del sapere, protegge le arti e le scienze. Aritmetica e
Geometria, regge una tavoletta. Musica, con strumenti come le nacchere racchiuse
nella mano e di cui si vedono gli anellini sulle dita. Arti Minori - Pittura
Scultura con strumenti del disegno; Agricoltura Carpenteria Forgiatura del ferro.
Battaglia di Isso tra Alessandro Magno (cavallo bianco) e Dario re di Persia
(cavallo bruno); Alessandro getta il proprio mantello sul cadavere di Dario,
mentre la moglie e la figlia sono fatte prigioniere. A loro consegnerà il corpo
di Dario (magnanimità).
- Villa Papadopoli, la dimora agreste è considerata tempio di Cerere, dea dell'Agricoltura,
con i segni zodiacali dei mesi a lei dedicati: Leone (luglio, mietitura e trebbiatura),
Cancro (giugno, taglio dell'erba), Bilancia (settembre, vendemmia), Ariete (marzo,
potatura e aratura), Scorpione (ottobre, semina). Torcello e Venezia. - Paesaggio
con rovine classiche, castello e villaggi.
♦ Stanzini
◘ Caccia al cervo con stazione di posta, maniscalco con cavaliere, Porta S.
Tomaso. Affreschi perduti.
♦ Porticato
◘ Finta terrazza porticata (trompe-oeil) sulla campagna, in vista del fiume,
vigneti, padiglioni con pergola e musicanti.
Sovrapporte
◘ Dama abbracciata ad un albero e con serpente, rappresenta la Lussuria abbinata
all'Accidia, donna che legge appoggiata ad un bue o vitello o asino (perdita
dell'interesse spirituale, intellettuale): la lussuria causa l'accidia e viceversa.
In un locale superiore raffigurazione di Giuseppe e la moglie di Putifarrre
(capo delle guardie egiziane) che lo invita nel suo letto, lui fugge, ma essa
gli strappa il mantello che le servirà come prova presso il marito per accusare
Giuseppe di violenza nei suoi confronti.
♦ Salone ultimo piano
Sovrapporte
◘ Rappresentazione di ville e castelli dei dintorni (scene di mura-torri-case,
tra colline ed alberi; rappresentano l'ordine della ragione che vince il disordine,
il caos e la morte; il castello dal 1200 in poi rappresenta il rifugio contro
il potere, la difesa della ragione, dell'immortalità contro l'irrazionale, il
caos).
◘ La festa delle Marie è una tradizione veneziana molto antica e riguarda e
l'isola di Castello e la Basilica di S. Pietro: il 31 gennaio a ricordo della
traslazione del corpo di S. Marco, venivano sposate 12 fanciulle povere, fornite
di dote dal Comune di Venezia. Nel 935, durante lo sposalizio, i pirati dalmati
irruppero nel tempio e rapirono le ragazze e le doti, fuggendo verso Caorle
in un'insenatura che prese il nome di Porto delle Donzelle; i veneziani li raggiunsero
e ripresero le ragazze e le doti.
Riquadri
◘ Apollo, rappresentato con corona d'alloro e con la lira (quale dio delle arti
e compagno delle Muse). Immerso nel ruscello che rappresenta la Fonte Castalda
che dona l'ispirazione artistica e sgorga dal Parnaso (dimora di Apollo e delle
Muse) sono rappresentate le muse Euterpe (ispiratrice della musica) ed Erato
(ispiratrice della poesia lirica). Il riquadro è diviso da un albero tronco
e da uno giovane: essi indicano il Tempo. Nella seconda parte c'è Giunone con
al seno Amore (rappresenta la Carità e l’Abbondanza), vicino c'è l'Operosità
con il bigoncio per l'acqua. In trono c'è la Giustizia (allegoria del buon governo
che porta pace, abbondanza, lavoro e permette lo sviluppo delle arti: poesia,
musica, ecc.).
◘ Il vecchio alato è il Tempo che pesa il Bene ed il Male. E’ accostato alla
Gioventù che tiene in mano un frustino per battere il Tempo che le toglie il
velo: il tempo svela la verità delle cose della vita che la gioventù nasconde.
Ai piedi la Filosofia con scettro e libro.
- Altro riquadro non decodificato e non interpretato.
Soffitto
◘ La Fama (tra nubi con corona e tromba) e la Geometria (col filo a piombo e
col piede appoggiato ad un capitello di colonna) rappresentano la gloria di
un personaggio, della famiglia proprietaria, famoso in tale arte.
◘ Il sole divino illumina la Verità (con il piatto) accompagnata dalla Fede
(col piede sul cubo: solido appoggio); Speranza con il ramoscello e Carità con
la mano sul petto. Oppure può essere interpretato come la rappresentazione di
Apollo con le tre Grazie: Aglaia, Eufrosine e Talia i cui attributi sono il
dado, il mirto e la rosa oppure una mela e rappresentano il dare, il ricevere
e il contraccambiare oppure la castità, la bellezza e l'amore.
◘ Incoronazione di un letterato (della famiglia proprietaria) che con lo scettro
e corona è consacrato poeta sul M. Parnaso, dimora di Apollo dio della poesia
(l'incoronazione è il riconoscimento dei meriti artistici). L'angelo, messaggero
ed esecutore dei voleri degli Dei accompagna il personaggio da Apollo, trasfigurato
in una nube luminosa a forma di uccello (cigno simbolo della bellezza e sacro
ad Apollo). Dalla nube scendono raggi simili a pioggia d'oro (l'ispirazione
che viene da Apollo e consacra il poeta). L'angelo può rappresentare anche la
verità che incorona il merito. Il dipinto può rappresentare anche la morte del
letterato la cui anima trasmigra in un cigno, simbolo di Apollo.
Lunette
◘ Sacra Famiglia.
◘ Gli Eremiti: S. Girolamo nel deserto, col leone a cui levò una spina dalla
zampa e che rimase per sempre con lui; S. Antonio abate, egiziano, visse per
un periodo nel deserto dove incontrò S. Girolamo, poi fondò in Europa il monachesimo
(i monaci allevavano i maiali per cibarsi, ma anche per curare col grasso la
malattia erpetica detta Fuoco di S. Antonio) è rappresentato con la tonaca,
il maiale e il bastone con la campana che rappresenta l'allontanamento dalle
tentazioni.
Finta balaustra
◘ I personaggi appoggiati alla balaustra sono un motivo tipico della pittura
Veronesiana, come le finte porte. Essi in genere sono i proprietari delle dimore
con i loro famigli. Le figure dipinte su spazi già dipinti in precedenza, col
tempo perdono il colore e rimane solo il nero di base col quale erano impastate
le polveri colorate per affrescare. Tale nero era prodotto da legno, carta bruciata
e impastati con fiele di capra.
♦ Stanzino
◘ Comparazione tra Antico e Nuovo Testamento in riferimento alla figura di Cristo.
◘ Caino e Abele: rappresentazione di Gesù tradito da Giuda, Caino uccide Abele
con la clava o con una mascella d’asino.
◘ Abramo e Isacco: sacrificio di Gesù quale agnello sacrificale.
◘ Davide e Golia, tentazioni di Gesù nel deserto per opera di Satana, metafora
del Bene e del Male.
◘ Manca un terzo riquadro andato distrutto.
♦ Stanzino
◘ Sansone giudice d'Israele.
◘ Sansone rappresenta la Fortezza il cui attributo è una colonna spezzata (mi
spezzo ma non mi piego). La testa di un leone è il ricordo dell'uccisione di
un leone fatta con le sole mani. Sansone è rappresentato dopo l'uccisione di
1000 Filistei fatta con una mascella d'asino dalla quale, per dissetarlo dopo
la fatica, Dio fece sgorgare dell'acqua. Questo episodio deriva da un'errata
traduzione della bibbia del testo ebraico: “C’era una fonte che si chiamava
mascella d’asino a cui Sansone si dissetò”.
◘ Sansone era innamorato di una filistea Dalila che fu incaricata di scoprire
l'origine della forza di Sansone per poterlo uccidere. Dalida scoprì che la
sua forza era riposta nei capelli che non aveva mai tagliato e che erano raccolti
in 7 trecce. Dalila fece ubriacare Sansone e fece tagliare dalla propria nutrice
con una lama i capelli, privando Sansone della sua forza e facendolo catturare
dai Filistei. Rappresenta il dominio della passione (donna) sulla ragione (uomo).
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